Il 13 dicembre 2014, la Chiesa di Santa Lucia ha vissuto un momento di grande significato spirituale e comunitario con la sua dedicazione solenne, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari. Questo evento non solo ha segnato l’apertura ufficiale di un nuovo luogo di culto, ma ha anche rappresentato un’importante tappa nel cammino di fede della comunità parrocchiale, un momento di unione e di rinnovamento per tutti i fedeli.
L’Invito alla Partecipazione
In una lettera datata 29 novembre 2014, il parroco Don Massimo Noli ha invitato calorosamente tutti i parrocchiani a partecipare a questo rito significativo. Nella sua missiva, ha sottolineato l’importanza di questo momento nel contesto dell’Avvento, un periodo di attesa e preparazione che culmina nella celebrazione del Natale. Con l’inizio di un nuovo anno liturgico, la dedicazione della Chiesa di Santa Lucia si è presentata come un’opportunità per rinnovare la propria fede e il senso di comunità.
Don Massimo ha scritto: “Con il tempo di Avvento inauguriamo un nuovo Anno liturgico dove sarà celebrato un evento che segnerà la storia di questa Comunità parrocchiale.” Questo richiamo ha trovato eco nei cuori dei fedeli, pronti a unirsi in preghiera e celebrazione. La lettera ha trasmesso un forte senso di inclusione, invitando ogni membro della comunità a sentirsi parte attiva di questo evento storico.
Il Rito di Dedicazione
La cerimonia di dedicazione è stata caratterizzata da gesti simbolici di grande significato, che hanno reso palpabile la sacralità del momento. L’Arcivescovo Miglio ha aperto le porte della Chiesa, un gesto che simboleggiava l’accoglienza e l’apertura della comunità verso Dio e verso il mondo. Aspergendo le pareti con acqua benedetta, ha invocato la presenza divina in questo nuovo luogo di culto, mentre le Litanie risuonavano, accompagnate dalla preghiera consacratoria.
Un momento culminante è stato l’unzione dell’Altare e delle dodici croci collocate sulle colonne della Chiesa con il Sacro Crisma, rendendo questo luogo sacro al Signore. Questo rito di unzione non solo ha consacrato l’Altare, ma ha anche rappresentato l’atto di dedicare l’intero spazio alla preghiera e alla comunità, trasformandolo in un luogo di incontro con Dio.
La Preghiera di Dedicazione
La preghiera di dedicazione ha espresso la profonda spiritualità del momento e il desiderio della comunità di vivere in comunione con Dio. Le parole pronunciate durante la cerimonia hanno sottolineato la missione della Chiesa di Santa Lucia come luogo di incontro con Dio, di ascolto della Sua parola e di celebrazione dei sacramenti. “Oggi con solenne rito il popolo fedele dedica a Te per sempre questa casa di preghiera; qui invocherà il tuo nome, si nutrirà della Tua parola, vivrà dei tuoi sacramenti.” Queste parole hanno risuonato nel cuore di ogni presente, creando un senso di appartenenza e di dedizione collettiva.
L’Importanza della Comunità
Il parroco Don Massimo ha invitato la comunità a prepararsi a questa Santa Liturgia, sottolineando l’importanza di iniziare un nuovo cammino di fede e di rinnovamento parrocchiale. Ha esortato tutti a collaborare affinché la parrocchia diventi una vera comunità di fede, accogliente e aperta a tutti. “Nessuno si senta escluso, ma tutti invitati a collaborare e pregare affinché questa parrocchia sia casa di famiglia fraterna,” ha affermato.
Questo invito alla collaborazione è stato un richiamo forte e chiaro a tutti i membri della comunità, affinché si sentissero parte integrante del nuovo percorso che la parrocchia stava intraprendendo. La dedicazione della Chiesa non è stata solo un evento liturgico, ma anche un’occasione per riflettere sul significato di essere comunità, di sostegno reciproco e di condivisione della fede.
La Visita Pastorale dell’Arcivescovo
La dedicazione della Chiesa è stata preceduta dalla prima visita pastorale e canonica dell’Arcivescovo Mons. Miglio. Durante questa visita, il Vescovo ha incontrato le scuole, gli ammalati e le varie realtà della parrocchia, dimostrando un forte legame con la comunità. Giovedì 11 dicembre, ha visitato gli ammalati della Casa famiglia OAMI e della Piccola Casa di San Vincenzo, portando conforto e speranza a coloro che ne avevano più bisogno.
Venerdì, alle 18:30, ha presieduto l’Eucarestia, un momento di intensa spiritualità che ha preparato i cuori dei fedeli alla dedicazione del giorno successivo.
Alle 19:00, ha inaugurato il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale e il Consiglio per gli Affari economici, incontrando tutte le realtà della Parrocchia. Questo incontro ha rappresentato un passo importante verso una gestione più partecipativa e collaborativa della vita parrocchiale.
La sera del 12 dicembre, l’Arcivescovo ha presieduto una Veglia di preghiera con l’esposizione delle Reliquie, che successivamente sono state collocate sotto l’Altare del Presbiterio. Questo momento di preghiera ha unito i fedeli in un’atmosfera di raccoglimento e di attesa, preparando spiritualmente la comunità alla dedicazione della Chiesa.
Un Messaggio di Speranza e Rinnovamento
La dedicazione della Chiesa di Santa Lucia ha rappresentato un momento di grande gioia e spiritualità per la comunità di Cagliari. Questo rito solenne ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo nella vita parrocchiale, invitando tutti a unirsi in preghiera e a costruire insieme una comunità di fede viva e accogliente. Con la benedizione dell’Arcivescovo e il coinvolgimento dei parrocchiani, la Chiesa di Santa Lucia si è affermata come un luogo sacro, un faro di luce e speranza per tutti coloro che vi si avvicinano.
L’evento della dedicazione ha avuto un impatto profondo sulla comunità locale, non solo per il significato liturgico, ma anche per il legame che ha creato tra i fedeli. La Chiesa di Santa Lucia, ora consacrata, è diventata un simbolo di unità e di fede, un luogo dove ogni persona può trovare conforto, speranza e amore fraterno.
L’invito del parroco a vivere con fede il nuovo tempo liturgico è stato accolto con entusiasmo, promettendo un futuro luminoso per la comunità parrocchiale, pronta a rispondere alla chiamata di Dio e a vivere in pienezza la propria vocazione.
Cosa vuol dire dedicazione di una chiesa
La dedicazione è la consacrazione di una chiesa, l’atto liturgico solenne mediante il quale l’edificio viene destinato in modo permanente all’uso sacro, assumendo così un significato spirituale e simbolico profondo.
Al termine della costruzione, ogni chiesa viene solennemente benedetta. Questo primo rito serve per invocare la protezione e la presenza divina su di essa. Ma la benedizione non è sufficiente perché quel luogo venga dedicato specificamente al culto sacro. Infatti è possibile benedire anche luoghi non dediti unicamente al culto, come palestre, capannoni, sale, che, in seguito, potranno tornare a ospitare altre attività, ma che grazie alla benedizione assumono temporaneamente una sacralità che li rende idonei alle celebrazioni.
È la dedicazione di una chiesa a rappresentare il suo definitivo consacramento a luogo sacro, un luogo in cui si celebra in modo solenne l’incontro tra uomini e Dio. In ambito ecclesiastico, ogni chiesa, sia essa una cattedrale o una parrocchia, necessita della consacrazione. Perché la dedicazione possa avere luogo, è necessario che la chiesa abbia un altare fisso. Secondo il codice canonico l’altare, ossia la mensa sulla quale si celebra il Sacrificio eucaristico, simbolo stesso del Corpo di Cristo, è considerato fisso quando costruito in modo da essere unito al pavimento, senza poter essere rimosso, mentre è detto mobile se può essere trasportato. Una chiesa consacrata e dedicata deve avere l’altare fisso, mentre in tutti gli altri luoghi destinati alle celebrazioni sacre, l’altare può essere fisso o mobile.
Il segno tangibile che attesta la consacrazione è rappresentato dalle dodici croci in forma greca, che vengono affisse, dipinte o incastonate in vari punti della chiesa. Queste croci non sono soltanto emblemi di Cristo, ma rappresentano anche il Suo trionfo; vengono consacrate con un’unzione a significare che il luogo è sottomesso al Suo dominio. Il loro numero, dodici, richiama gli Apostoli, testimoni fondamentali di Cristo e pilastri originari del tempio cristiano. In passato, si richiedeva che almeno alcuni elementi della chiesa fossero costruiti in pietra. Questa scelta era motivata dalla resistenza della pietra nel tempo, simboleggiando la perpetua destinazione al sacro. Di conseguenza, molte chiese non fatte di pietra non venivano consacrate. Esempi celebri sono la basilica di Notre-Dame di Parigi, consacrata solo nel XIX secolo, e quella di San Petronio a Bologna, la cui consacrazione avvenne nella seconda metà del XX secolo.
La consacrazione di una chiesa va oltre la mera formalità; è un atto intriso di significato simbolico e spirituale, che conferisce all’edificio una dimensione sacra ed eterna, legando il passato, il presente e il futuro della fede in un unico rituale solenne.
Le parti del rito
Il rito di dedicazione si apre con una solenne processione e l’ingresso nella nuova chiesa. Questa prima fase pone l’accento su due momenti distinti: la consegna della chiesa e delle sue chiavi simboliche al Vescovo, e l’aspersione dell’edificio. Il Vescovo benedice l’acqua, simbolo di purificazione, e con essa asperge il popolo, che è il tempio spirituale, insieme alle pareti della chiesa e all’altare.
Segue la liturgia della Parola, durante la quale vengono proclamate tre letture tratte dal lezionario. La prima riporta il passo di Neemia, che narra del popolo di Gerusalemme riunito attorno a Esdra per ascoltare la proclamazione della legge di Dio. Prima delle Letture, il Vescovo consacra solennemente la chiesa mostrando il lezionario e annunciando: “Risuoni sempre in questo luogo la parola di Dio.”
Il momento centrale della celebrazione è la dedicazione e l’unzione della chiesa e dell’altare. Dopo l’invocazione dei santi, il Vescovo pronuncia la grande preghiera di dedicazione, esprimendo l’intenzione di consacrare in modo perpetuo la nuova chiesa a Dio e chiedendo la Sua benedizione. Seguono poi i riti di unzione dell’altare e delle pareti della chiesa, l’incensazione dell’altare e dell’intero ambiente liturgico, così come la copertura e l’illuminazione dell’altare e dell’intera aula. Dopo il canto delle litanie dei santi, avviene la deposizione delle reliquie di martiri o santi sotto l’altare, simbolo della sacralità e della santità che scaturiscono dal sacrificio di Cristo.
Preparato l’altare, il Vescovo presiede all’Eucaristia, parte più antica e significativa di tutto il rito. Attraverso la celebrazione del sacrificio eucaristico, si raggiunge e si manifesta chiaramente nei segni il fine principale per cui la chiesa è stata edificata e l’altare è stato eretto.
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