da Insieme a te, 1/10/2018
Innanzitutto, complimenti: bella idea questa del giornalino parrocchiale.
Ma qualcuno chiederà: come mai?
Avrei voluto già da tempo stampare un giornalino parrocchiale ma si presenta- vano diverse difficoltà, ora è giunto il tempo di avviare questa nuova iniziati- va che porterà suoi frutti, e come ho scritto nel mio primo articolo, è necessario che la Parrocchia comunichi, tra- smetta, aggiorni e faccia conoscere ogni nostra attività e ogni nuovo programma e progetto pastorale.
Oramai il nostro Parroco sta per raggiungere il settennato del suo mandato in questa parrocchia. È’ tempo di bilanci?
Posso attestare che ho trovato una bella comunità parrocchiale, grazie all’impegno e la dedizione dei miei predecessori, ho cercato in questi anni di continuare questa pastorale arricchendola di nuove iniziative e proposte, creando una nuova immagine di parrocchia. posso manifestare tutta la mia gioia e soddisfazione nel vedere tanti parrocchiani che amano la propria chiesa e vogliono collaborare per il bene della parrocchia. Ma ci attendono molte altre iniziative.
Non può certo lamentarsi dell’affluenza di devoti a santa Lucia!
È vero, molti parrocchiani frequentano e ciò è dovuto alle novità che si propongono in parrocchia e a diverse trasformazioni, che a mio parere erano necessarie, nello spirito di un rinnovamento pastorale e in un continuo aggiornamento catechetico si possono attrarre molti fedeli, il tutto presentato da una buona dose di accoglienza e disponibilità, pazienza e comprensione, silenzio incoraggiamento, cercando sempre il lato buono e positivo di ogni persona.
Potremmo fare un lungo elenco di eventi religiosi promossi in favore della Parrocchia… Qual è, secondo il Parroco, quello più sentito da tutti o dalla maggior parte?
Il Parroco spesso intuisce ciò di cui la Parrocchia ha bisogno, come la promozione di processioni, fiaccolate, catechesi e incontri culturali e di aggregazione come in Oratorio, ma l’iniziativa che in questo momento riscuote successo è l’adorazione del martedì, nata dal desiderio di alcuni giovani e che ora vede la presenza di numerosi fedeli provenienti anche da paesi lontani da Cagliari.
Un’adorazione dove si educa alla preghiera del cuore, all’intima unione con il Signore e a ricercare la pace interiore.
Tanti cominciano a chiedersi cosa accadrà allo scadere della nomina e aleggia qualche preoccupazione. certo che il parroco ha ben guidato le sue amate pecorelle, ed è stato” un buon pastore”
Io spero che sia il Signore a dirmi tutto ciò quando mi presenterò al suo cospetto per essere giudicato. Non ho concluso il mio mandato di parroco e desidero continuare a guidare questa Comunità parrocchiale nell’obbedienza al mio Arcivescovo.
Non ci si deve preoccupare perché tutto accadrà secondo il volere di Dio. Basta crederci.
Comunque, qualsiasi cosa accada dopo questi anni, è certo che c’è una grande eredità di opere realizzate e soprattutto un imput di partecipazione e condivisione in questa comunità. Qual è il giudizio del parroco a tal proposito?
In questi anni di sacerdozio rifletto sempre alle frasi di due santi, San Benedetto che affermava per i sacerdoti: “Ricordati, coloro che si accingono a guidare le anime devono prepararsi a renderne conto” e San Francesco d’Assisi che al termine della sua vita, piangendo diceva: “Avrei potuto fare di più”. Ho la consapevolezza di essere un semplice strumento nelle mani di Dio, chi opera è il Signore, chi salva è Gesù, chi guida la sua Chiesa è il Maestro, noi siamo semplici esecutori dei suoi comandi.
Antonella Perrotta